Il turismo lento si conferma uno dei pilastri strategici per la valorizzazione dell’Appennino centrale e dei territori colpiti dal sisma 2016–2017. Alla Borsa Internazionale del Turismo (BIT) di Milano, il progetto dei “Cammini della Rinascita” ha messo al centro una visione condivisa di sviluppo sostenibile, fondata su natura, spiritualità, cultura e identità territoriale.
Un’iniziativa che coinvolge anche il Lazio, e in particolare il territorio reatino, attraversato da alcuni dei più significativi cammini di fede e di storia del Centro Italia.
Un modello di sviluppo fondato sui cammini
La guida “Cammini della Rinascita” e il podcast “Camminando nel Cratere” raccontano una rete di percorsi che attraversano i territori colpiti dal sisma, con l’obiettivo di trasformare il turismo lento in un modello stabile di crescita economica e sociale.
Il progetto si inserisce in un quadro normativo e finanziario in evoluzione: proprio in questi giorni è in fase di approvazione definitiva la nuova legge nazionale sui Cammini, che prevede oltre 5 milioni di euro di finanziamento per il triennio 2026–2028 e un milione annuo a partire dal 2029.
Le parole del Ministro Daniela Santanchè
Il Ministro del Turismo Daniela Santanchè, intervenuta alla presentazione, ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa:
«Il progetto dei Cammini della Rinascita dimostra come il turismo possa essere uno strumento concreto di sviluppo e coesione territoriale. Valorizzare borghi, cultura, natura e spiritualità significa creare nuove opportunità economiche e occupazionali, promuovendo un turismo sostenibile e destagionalizzato capace di attrarre sempre più visitatori, italiani e stranieri».
Un messaggio che trova nel Lazio una declinazione concreta, grazie alla presenza di cammini storici e spirituali che attraversano aree di straordinaria ricchezza culturale e paesaggistica.
Il ruolo del Lazio e del territorio reatino
A evidenziare l’importanza del progetto per la Regione è stata Manuela Rinaldi, Assessore alla Ricostruzione della Regione Lazio, che ha ribadito come i cammini rappresentino uno strumento di rigenerazione non solo materiale ma anche identitaria:
«Il cammino della rinascita è un percorso di ricostruzione non solo materiale, ma anche identitaria, e può contribuire in modo significativo alla ripresa dello sviluppo del territorio. Si tratta di una rete integrata di cammini, percorsi ciclabili e sentieri finalizzata a promuovere un turismo lento di qualità e a valorizzare le risorse naturalistiche, enogastronomiche, produttive, storico-culturali e religiose. La Regione Lazio, e in particolare il reatino, è attraversata da numerosi cammini di fede e non solo: metterli in rete è uno strumento fondamentale per valorizzare e far vivere questi territori, che stanno cercando di ricucire le ferite lasciate dal terremoto».
Il riferimento al reatino assume un significato particolare: dalla Via di San Francesco al Cammino di San Benedetto, il territorio di Rieti è da sempre crocevia di pellegrini, camminatori e viaggiatori alla ricerca di esperienze autentiche.
Turismo lento come leva per il futuro
La crescita del turismo dei cammini – +29% nel 2024 a livello nazionale – dimostra come sempre più viaggiatori scelgano percorsi sostenibili, esperienziali e destagionalizzati.
Per il Lazio e per la provincia di Rieti, questo significa poter contare su un modello di sviluppo che unisce tutela del paesaggio, valorizzazione dei borghi, sostegno alle economie locali e rilancio delle aree interne.
Un cammino, appunto.
Che parte dalla memoria, attraversa il presente e guarda al futuro del territorio.












