Chiesa di S. Antonio al Monte

 

 

Chiesa di S. Antonio al Monte

 

 

Il complesso di Sant’Antonio al Monte fu eretto nel 1474 sulla collina di S. Biagio che domina la vallata e fu affidato agli Osservanti che da pochi anni grazie all’opera di fra Bernardino da Feltre avevano istituito a Rieti il Monte di Pietà.

Il convento è concepito nello stile semplice ed austero tipico dell’Ordine dei Frati Minori. La chiesa annessa fu ristrutturata alla fine del XVII secolo ad opera dell’architetto Michele Chiesa. L’invaso, a navata unica, presenta tre cappelle per lato.

A cornu Evangelii si segnala la cappella affrescata dall’artista sabino Vincenzo Manenti nel 1652. A cornu Epistulæ è di assoluta rilevanza la cappella dell’ Immacolata Concezione, con la decorazione in stucco ispirata dal celebre Antonio Gherardi, artista di origine reatine assai affermato a Roma a partire dal 1670 in qualità di architetto-scenografo-pittore, autore della tela d’altare databile al 1697. L’Immacolata è organizzata in una tipica macchina barocca che vede issarsi in alto la Vergine la quale, con i consueti colori del rosso, allusione al martirio di Cristo, e del blu, allusione al suo epiteto di Regina del cielo, posa i suoi piedi sulla mezzaluna bianca, attributo di castità. Quattro angeli festanti, due in basso e due in alto, la cingono con la corona apocalittica delle dodici stelle.

Il contesto architettonico e naturalistico crea un moto circolare dinamico animato da fluttuanti bagliori di luce prossimi ai saggi più alti del Gherardi a Roma e Gubbio. Il pittore, nella stagione del rinnovato classicismo romano di Carlo Maratta, non rinuncia alle spericolate sperimentazioni barocche fluide e luministiche degli anni giovanili, denotando una non comune autonomia espressiva nello scorcio del secolo XVII.