Sotto l’odierna via Roma, è possibile ammirare un meraviglioso scorcio dell’Italia sotterranea: i resti del viadotto romano costruito nel III secolo a.C. come conseguenza della conquista romana ed affiancato all’opera di bonifica della piana.

Questo manufatto, superando il fiume Velino, permetteva alla Via Salaria, l’antica via del sale, di raggiungere la città evitando allagamenti ed impaludamenti, assumendo così un ruolo di estrema importanza per la Reate romana che necessitava di un diretto collegamento con l’Urbe.

La struttura, inglobata nei sotterranei di alcune nobili dimore reatine, è formata da grandiosi fornici costruiti con enormi blocchi squadrati di travertino caverno, a sostegno del piano stradale.

La consolare Salaria dopo aver superato il fiume Velino, attraverso il solido ponte in pietra dove sono ancora visibili i profondi solchi lasciati dalle ruote dei carri utilizzati per il trasporto del sale, raggiungeva il foro, situato dove si estende l’odierna piazza Vittorio Emanuele II, e piegando a destra sulla via Garibaldi formava gli antichi cardo e decumano.

Un mondo affascinante e sorprendente, testimone del passato della città di Rieti, aspetta il visitatore.