Il Palazzo Nobili Vitelleschi, costruito nella seconda metà del Cinquecento per volontà di Giordano de’ Nobili, sorge lungo le mura del borgo di Labro, a ridosso della precedente rocca cittadina, e dall’alto delle sue torri si gode di un meraviglioso panorama sulla pianura reatina e sul Lago di Piediluco in Umbria.

Con il matrimonio, nel 1575, tra Gerolamo de’ Nobili e Virginia Vitelleschi, lo stemma con l’aquila e il pesce (Nobili) e quello con i vitelli e i gigli di Firenze (Vitelleschi) furono uniti, e lo stemma delle due famiglie è visibile nella sala d’armi del palazzo; una copia autentica dell’atto che sanziona ufficialmente l’unione dei cognomi e degli stemmi è conservato nell’Archivio Nobili Vitelleschi, all’interno dell’edificio, tra i documenti che ripercorrono l’intera storia di Labro e della famiglia Nobili. Furono i membri di questa famiglia a sventare l’esecuzione di 50 abitanti durante la Seconda Guerra Mondiale, e a promuovere il restauro del paese nel Dopoguerra.

L’aspetto attuale del palazzo risale soprattutto al XVIII-XIX secolo. In pietra grigia, è caratterizzato da bei giardini pensili attraversati da una doppia scalinata e da loggette, balconi e merlature sulle mura esterne. Nelle sale interne, in cui si conservano arredi d’epoca, vi sono armi e dipinti che ritraggono i membri della famiglia. Nel salone principale si trova un grande camino in marmo originale, risalente al Cinquecento.

È possibile visitare il castello contattando l’Associazione Culturale Castello Nobili Vitelleschi. Il palazzo è tuttora abitato dai discendenti di Giordano de’ Nobili, e il piano nobile può essere utilizzato per ogni tipo di evento, dalla riunione lavorativa al matrimonio. Nell’ultimo piano è attivo un servizio di B&B.

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