Nella lussureggiante Valle Santa, da sempre ricchissima di acque, è situato l’antico Lago di Ventina, che appartiene al territorio di Colli sul Velino. In passato, infatti, era noto come Lago dei Colli.

Questo piccolo specchio d’acqua dalla forma allungata incastonato fra i monti è uno dei laghi della provincia di Rieti che hanno avuto origine dal Lacus Velinus, l’enorme lago prosciugato e bonificato dai Romani, che occupava anticamente l’intera Piana Reatina. Altri bacini di simile origine sono i vicini laghi Lungo, di Ripasottile e di Piediluco, situati tra il Lazio e l’Umbria.

Il lago di Ventina è alimentato dalle sorgenti provenienti dai monti circostanti, che mantengono costante il livello dell’acqua. Registra una profondità massima di 3 metri e mezzo, con una superficie di circa 10 ettari e un perimetro di 1,5 chilometri.

È consentita la balneazione, e lungo una delle rive è presente una spiaggia erbosa con barbecue, oltre a pontili e installazioni per la pesca sportiva e il birdwatching. Le acque di questo lago, infatti, sono ricche di trote, anguille, carpe, lucci, tinche, persici reali e black bass: un vero paradiso per i pescatori, soprattutto per gli amanti del topwater, ma bisogna fare attenzione alle norme e alle limitazioni.

Non mancano di certo, inoltre, le varietà di uccelli, trovandosi il lago lungo le rotte di migrazione di diverse specie che giungono qui in inverno per cibarsi tra le acque e i canneti. Con un po’ di fortuna, tra i canneti lungo le rive del lago sarà possibile scorgere il particolarissimo nido a sacchetto del pendolino, un uccellino simile al passero amante di corsi d’acqua, paludi e boschi di salici e di pioppi: tutto ciò di cui questo territorio è ricco. Il pendolino è un uccello un birichino: attira la femmina subito dopo aver terminato la costruzione del nido, per poi abbandonarla appena questa inizia a covare le uova ed essere così libero di costruire un nuovo nido per una nuova compagna.

Altre specie da segnalare sono la folaga, la gallinella d’acqua, l’airone cenerino, il cormorano e il falco di palude, di cui cui si possono ammirare le straordinarie evoluzioni in cielo mentre si libra alla ricerca delle sue prede. Nella zona, particolarmente apprezzata quindi nei caldi mesi estivi, è vietata la caccia proprio per proteggere la ricca avifauna.

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