fiera mondiale del peperoncino 6 edizione

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fiera mondiale del peperoncino 6 edizione

Torna a Rieti, nei giorni 15 – 16 –17– 18  settembre prossimi, la 6° edizione della Fiera Campionaria Mondiale del Peperoncino, organizzata dall’Associazione Peperoncino a Rieti.

Appuntamento ormai consolidato,​​​​​​ Rieti torna ad essere per 4 giorni la capitale internazionale del peperoncino, ospitando la sesta attesa edizione della Fiera Campionaria Mondiale di questa amatissima spezia.

La grande esposizione reatina proporrà dunque peperoncini provenienti dai 5 continenti che anche quest’anno coloreranno le più belle piazze del centro storico della suggestiva città laziale in quello che è già diventato un appuntamento imperdibile per appassionati e gourmet che nella scorsa edizione si sono riversati a Rieti con oltre 160.000 presenze.

A Rieticuorepiccante presentiamo il “Pimento del Sahara” la più antica varietà

PIMENTO DEL DESERTO.
La storia :
Nel 2009, mio nipote che ha sposato una ragazza del Marocco, era in vacanza a Casablanca. Andava nei mercati a trovarmi dei peperoncini da mettere poi nella mia collezione. Mi portava sempre gli stessi che io ormai avevo da diversi anni… Però , un beduino che aveva sentito l’interesse che aveva per il peperoncino, si offrì per portargli il giorno dopo dei semi di una varietà che lui coltivava da anni in una oasi del deserto del Sahara. Così è stato e così mi sono stati portati , in una bustina 5 semi . Seminati questi 5 semi insieme alle varietà della mia collezione hanno avuto problemi a germinare. Le altre varietà, dopo 6/7 giorni germinavano, questi niente. Quando ormai avevo perso ogni speranza, dopo 42 giorni, incredibilmente sono spuntati 5 ciuffettini che , apparentemente, non somigliavano per niente ad una piantina di peperoncino. Piano piano crescevano con delle foglie strette e lunghe fino a che hanno messo dei piccoli bocci che aprendosi indicavano chiaramente di essere sicuramente una solanacea. Il fiore era piccolo, corolla bianca, petali fini ed allungati ( sembravano piccole stelle).
Erano piante di peperoncino. Stranissime, mai viste.
Ma c’era un problema. I fiori dopo pochi giorni cadevano… allora con molta pazienza, armato di un piccolo pennellino , ho cominciato, appena si aprivano i fiori, a autoimpollinarli , passando il pennellino su tutti i fiori. Insomma aiutavo l’impollinazione come se fossi un insetto. Facevo bene perché i fiori allegavano e incominciavano a diventare dei piccoli peperoncini eretti. Bene , così le 5 piantine crescevano e fruttificavano. Appena il primo frutto era diventato maturo di un colore rosso/arancio , l’ho aperto e aveva un buon profumo. Un buon sapore speziato e una buona piccantezza medio/alta. Un sottile pericarpo, poca polpa, una leggera placenta filamentosa con , purtroppo , pochi semi. Ma andava più che bene perché i frutti ottenuti da queste 5 piante servivano a riprodurre questa strana ma rarissima pianta. Bisognava darle un nome. Marocco, deserto…allora PIMENTO del DESERTO o PIMENTO del SAHARA. Questo è stato il mio nome a questa varietà che l’Azienda di Marco Carmazzi ha registrato.
Le successive semine sono state nella normalità nella germinazione, molto probabilmente, come si dice in gergo, l’avevo addomesticata.
L’unico problema è che i fiori , se vogliamo una buona produzione, vanno aiutati nell’impollinazione e più polline si porta, più il frutto fa placenta e semi.

Questa è la storia del PIMENTO del DESERTO o del SAHARA