Ai laghi di Rieti protetti dalla Dea Vacuna: Turano

La Dea Vacuna vi proteggerà mentre scoprirete le acque della Provincia di Rieti trascorrendo il vostro periodo di riposo dal lavoro.

Consigli

Durata: 1 giorno per ogni lago
Giorno consigliato: qualsiasi, ma se volete godere della tranquillità dei luoghi, scegliete un giorno infrasettimanale.
Mezzi: automobile e moto da strada, bello con il camper ma non sempre attrezzato per le soste e non consigliato per accedere ai piccoli paesi dei dintorni

Il racconto parte dal lago di Paterno immaginando che proveniate dal capoluogo Rieti, ma a seconda della vostra provenienza ci sono diverse strade per raggiungere ogni lago. Se andate in estate portate con  voi il costume da bagno e l’asciugamano, in alcuni dei laghi segnalati è possibile fare il bagno. Macchina fotografica e videocamera indispensabili. I laghi distano da Rieti molto meno di un’ora in automobile; le strade sono spesso piene di curve e sono percorsi ideali per divertirsi con la motocicletta.
Vi suggeriamo di dedicare una giornata alla visita di ogni lago fermandovi in uno dei tanti alberghi o nei b&b segnalati.

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riserva mappa

Indicazioni per arrivare al Lago del Turano

Da Roma: Il territorio è facilmente raggiungibile in auto o moto, sia dalla via Salaria (S.S.4) seguendo la segnaletica verticale (con indicazioni per il Lago del Turano e Roccasinibalda) tramite l’Autostrada Roma-L’Aquila (A24) – uscita Carsoli strada provinciale Turanense
Da Nord: Autostrada A1 fino ad Orte e seguendo le indicazioni per Terni, Rieti e poi Via Salaria per Roccasinibalda.
Da Rieti: Via Salaria per Roccasinibalda.

Note

4 vele assegnate da Legambiente e Touring Club nella nuova Guida Blu “Il Mare più bello” del 2014 a Castel di Tora e Paganico Sabino
Il centro principale per la produzione del prezioso tartufo è Stipes (frazione di Ascrea). E’ un piccolo borgo in pietra circondato da mura.
Ad Ascrea la prima domenica d’agosto, si svolge la sagra dedicata alle fettuccine condite con i funghi porcini.
Castel di Tora, è membro dell’Associazione Culturale dei “Polentari d’Italia” e organizzatore ogni prima domenica di quaresima della “Festa del Polentone”, un tradizione secolare che si festeggiava il Mercoledì delle Ceneri, e segnava l’inizio della quaresima.
Per percorsi a piedi e mountain bike nella riserva contattare: Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia
Tel.: +39.0765.790.002 E-mail: info@navegnacervia.it – info@pec.navegnacervia.gov.it
Sito Internet: www.navegnacervia.it
Qui, difatti, si narra che cercò rifugio lo stesso Corradino di Svevia, (1200 circa) cercando di far perdere le sue tracce, prima di essere comunque assalito e ucciso a Tagliacozzo, come ci raccontano le pagine della Divina Commedia di Dante.
“Ascrea… come eravamo”, Di Maria Clara Dominici

Ci piace pensare che arriverete dalla diga del Salto, ma se siete partiti da Roma ed avete scelto il Turano come prima tappa, il percorso sarà al contrario e dedicherete al Salto la successiva tappa. Se venite da Rieti passerete per Roccasinibalda un borgo impreziosito dalla presenza del Castello (monumento nazionale dal 1928) che si può visitare prenotando. Il paese è molto attivo dal punto di vista delle iniziative culturali ed il consiglio è di acquistare presso la macelleria di Silvio Sperelli gli ottimi tagli di carne e i salumi e gli altri prodotti locali.

Le acque del lago cattureranno la vostra attenzione, ma non è la sola attrazione che questa area offre: potrete sgranchirvi le gambe in una passeggiata nei boschi, troverete ottimi percorsi per la mountain bike ed il canyoning; potrete scegliere tra tante possibilità per mangiare; il posto è amatissimo dai motociclisti.

Il Turano è un gioiello d’acqua sul cui specchio risplendono i verdissimi Monte Navegna e Monte Cervia, le casette di Colle di ToraCastel di Tora , e più in alto a 700 metri, lo sperone roccioso di Ascrea e il campanile sull’aspro strapiombo di Paganico (nota 1).

A guardare questi luoghi sereni, sbiadisce il ricordo delle sofferenze della popolazione, che sopravvissuta alle terribili invasioni saracene nell’800, alla epidemia di Spagnola degli anni 1918-20, non ha retto invece alle scelte politiche degli anni 1936-1940: senza poter neanche combattere come gli avi fecero nei boschi, da qui furono costretti a spostarsi, a reinventarsi per sopravvivere.

Là dove prima crescevano le pregiate uve, i fichi, la canapa ed il lino, là dove pascolavano le greggi, oggi vivono la Carpa, il Persico, il Coregone e la Tinca: ignari ed innocenti, rispetto al destino che li attende sulle tavole dei ristoratori di Colle e Castel di Tora, che così riescono a vendicarsi un poco del destino dei loro padri con gli ittici invasori. La popolazione residente dal 1936 ad oggi è di circa un decimo in tutti i paesi della zona.

Oggi intensi, il verde ed il blu abbracciano il visitatore e placano ogni turbamento.

Un piccolo promontorio collegato alla terra ferma nasconde in cima un borgo fortificato sede fino a poco tempo fa di una comunità terapeutica; la vetta di Monte Antuni ed il Castello dei Principi del Drago sono raggiungibili solo a piedi e il percorso non è troppo agevole. Certo è che da lassù la vista vale la fatica (per visite telefonare al Comune di Castel di Tora Tel. 0765.716313 o associazione CAMMINANDO CON  338 7863690
Mail: camminandocon@gmail.com). Nel mese di giugno 2015 è stato inaugurato un Labirinto disegnato da Renata Maria Luigia Garutti.

Nel 1997 è nata la Riserva Naturale dei Monti Cervia e Navegna, una vasta area coperta di boschi di faggi, di bellissime querce e castagneti secolari che regalano frutti preziosi. Un Consorzio, intuendo la possibilità di utilizzare i frutti della terra per promuovere il territorio, nel 2008 ha dato vita alla strada della castagna e del tartufo, entrambi prodotti che troverete nelle gustose ricette dei ristoranti segnalati.

La qualità eccellente degli ingredienti utilizzati per la cucina rende il cibo ottimo in tutti i ristoranti che incontrerete e nelle tante sagre organizzate dalle proloco: tartufi (nota 2), porcini (nota 3),  pesce di lago, castagne, e anche cinghiale e polenta (nota 4).

Passeggiando in uno dei dieci percorsi proposti dalla Riserva (nota 5), tra l’alloro, i ginepri e le ginestre, se saprete attendere riuscirete ad incontrare i piccoli abitanti dei boschi: lo scoiattolo, il tasso, l’istrice, la marmotta, la lepre e perfino la donnola e il moscardino.

In questa terra troverete esemplari di cinghiale, di lupo ed aquile.

Tanti i percorsi per gli amanti della mountain bike e delle passeggiate nei boschi, i migliori li trovate a partire dal bivio per Ascrea: le Gole dell’Obito, canyon scavato dalle acque impetuose del torrente, furono il nascondiglio azzeccato per Corradino di Svevia (nota 6), ma agguato mortale per i Saraceni (7), che attirati con l’inganno dagli abitanti di Ascrea e Paganico vennero massacrati sotto i massi gettati dall’alto. (Le gole dell’Obito ovvero gole della Morte.)

Spingendovi fino a Collalto Sabino, la Forra di Riancoli offre uno spettacolo inaspettato per gli amanti del torrentismo: cascate, pozze e piscine naturali, pareti rocciose di estrema bellezza. Solo con le idonee attrezzature potrete calarvi nella gola e tuffarvi nell’acqua cristallina. Evitate i mesi più caldi, in estate l’acqua si asciuga di molto. La Lega Navale Italiana organizza in estate corsi di vela per bambini ed adulti: tutti i recapiti nella sezione sport d’acqua.

(valentina colarieti tosti, maggio 2015)

Roccasinibalda foto Alessandro Blasi

Roccasinibalda

Castel di Tora, Rieti

Castel di Tora

Colleditora, Rieti

Colle di Tora

Funghi, Cicolano
Labirinto Monte Antuni

Il Labirinto su Monte Antuni

Monte Antuni

Il Castello di Collalto Sabino

Vela lago del turano

Scuola di vela al Lago Turano

Colle di Tora, Ph:Alessandro Blasi

Colle di Tora

EVENTI

Ad Ascrea la prima domenica d’agosto, si svolge la sagra dedicata alle fettuccine condite con i funghi porcini.