Le montagne di Rieti: Il Terminillo

Consigli

Che amiate le passeggiate nei boschi o siate esperti arrampicatori, in ogni caso vi consigliamo di affidarvi ad una guida esperta. Il CAI è un ottimo punto di riferimento che organizza, a seconda della stagione, ciaspolate, arrampicate, giornate ai rifugi e passeggiate per ogni esigenza. Nella sezione Sport trovate diverse associazioni con tutti i recapiti. Al Terminillo ci sono tante attività sportive da provare anche per i principianti: in particolare vi segnaliamo lo Squirrels Park dove potrete anche fare tiro con l’arco ed orienteering e il Maneggio dove potrete provare o far provare ai più piccini l’emozionante sensazione di cavalcare. Con il tempo potrete avventurarvi nei boschi e scoprire con il vostro cavallo percorsi meravigliosi. Comprate l’attrezzatura idonea in uno dei negozi (li trovate nella sezione Shopping), facendovi consigliare dagli esperti montanari proprietari dei negozi. Dal Monte le stelle sono più vicine e nel mese di agosto salire per guardare le stelle cadenti è una delle cose da fare assolutamente, magari prenotando in uno dei rifugi segnalati. Se siete appassionati di astronomia il Sentiero Planetario vi offrirà un’esperienza inusuale: immersi in suggestivi paesaggi, vi fermerete nelle 10 piazzole di sosta che rappresentano il Sole e i nove pianeti e sono poste nell’esatta successione ed a distanze proporzionali a quelle reali nell’universo. In inverno se arrivate in auto, c’è l’obbligo di catene a bordo: prima di partire controllate lo stato della strada chiamando la Polizia Municipale al numero: 0746 258081.

Indicazioni per arrivare

Da Roma
In auto: tangenziale E35 – SS4 (Salaria) fino a Rieti – SS4bis fino a Terminillo.
In treno: stazione ferroviaria Fara Sabina (da Fiumicino) – servizio bus.
In autobus: linea autobus Fara sabina-Rieti – Rieti-Terminillo.
In aereo: aeroporto di Roma.

Da Terni: SS79 (Ternana) fino a Rieti, quindi continuare sulla SS/4Bis fino a Terminillo.

Da nord (A1): uscire ad Orte seguendo le indicazioni per il raccordo Orte – Terni. Dal capoluogo umbro continuare sulla SS/79 per Rieti – Terminillo.

Da Sud (A1): uscire alla barriera di Roma Nord seguendo le indicazioni.

Deve aver destato molte paure quella montagna così alta alle popolazioni antiche, con le sue tre vette, quegli orridi monti Tetrici (tetricae horrentes rupes) che Publio Virgilio Marone indica nell’Eneide; ma a voi questa montagna entrerà nel cuore. Ter-minillo, Ter-minilluccio, Ter-minilletto, sono un magnifico spettacolo per il visitatore. Tre rifugi, centinaia di itinerari, piste da sci in inverno, una funivia per arrivare in vetta, un maneggio, un parco avventura, un campo sportivo d’altura, tante attività in inverno ed in estate. In 20 minuti da Rieti, salirete i cinque tornanti come i piloti della famosa Coppa Carotti: potete fare una sosta a Pian de’ Rosce, ma poi salite fino a Pian de’ Valli: ad aspettarvi il piccolo paese in stile anni ’50. Le casette colorate e le montagne intorno vi faranno sentire accolti e protetti. Lasciate l’auto e fate un giro nel paese; visitate la Chiesa dove è conservata una reliquia di San Francesco e prendete un caffè per decidere cosa fare come prima cosa. Consultate il nostro sito in home page per controllare gli eventi in corso. Permanenti sono le attività sportive estive ed invernali che vi segnaliamo qui e nella sezione sport di terra e di acqua. A Pian de Valli si trova il bellissimo parco avventura “Squirrels park” dove potrete anche fare tiro con l’arco ed orienteering. Salite al giro dell’anello e visitate Villa Chigi, erroneamente conosciuta come Villa Mussolini, commissionata come residenza estiva dal principe Francesco Chigi della Rovere, Segretario del Papa, all’ing. Tadolini, architetto della casa reale che la terminò nel 1937. Un totale di 600 mq., (a cui si aggiunge un’area esterna di circa 4000 mq.) divisi in tre piani, per un costo complessivo di 950000 Lire. Da qui quando il tempo è sereno in lontananza è visibile la Capitale. Poco più in là, scendendo l’anello, alla vostra destra troverete il curioso Monte Elefante ed in basso scorgerete Campo Forogna. Pare fosse il luogo ove si svolgeva il mercato (foro,  forogna).

(valentina colarieti tosti, luglio 2015)

Arrampicare sul Terminillo

Se si escludono due salite su roccia, una compiuta da Pietrostefani e Chiaretti nel 1932 e un’altra effettuata addirittura nel 1906 da Munalli e Moriggia, le vie di roccia sono state prese in considerazione solo a partire dagli anni Sessanta, grazie anche all’attività degli alpinisti reatini (Lamberto Brucchietti, Enzo Diletti, Alberto Bianchetti, Marco Catini, Arnaldo Millesimi, Gianni Olivieri, Roberto Marinelli e Mario Sciarra). Nel 1977 Bianchetti e Sciarra realizzano la prima salita integrale della parete Nord del Terminillo, un itinerario di elevate difficoltà. Altri itinerari assai difficili verranno poi aperti tra gli anni Ottanta e l’epoca attuale dalla nuova generazione di arrampicatori (Enrico Ferri, Alfredo Smargiassi, Rocco Venditti e Maurizio Sola).

Per le attività di tipo invernale, è indispensabile l’uso almeno di piccozza e ramponi, altrimenti la frequentazione invernale del Terminillo può diventare assai rischiosa. Il massiccio offre un certo numero di vie invernali facili, sul versante Nord-Est della cima principale, ad esempio il Canalone Centrale, con una pendenza media di 35°, così come su quello Nord-Ovest. Accanto a questi itinerari ne vanno menzionati altri costituiti dal percorso di alcune creste, ad esempio la Cresta Sassetelli o quella che va dal Monte Terminilletto alla cima principale del massiccio. L’unico problema è dato dalla presenza di alcuni tratti aerei e di cornici, circostanza che richiede un minimo di esperienza. Oltre a queste vie facili ne esistono altre il cui livello di difficoltà dipende fortemente dalle condizioni del manto nevoso (la via Chiaretti-Pietrostefani in presenza di ghiaccio e scarsa copertura nevosa). Ci sono poi  vie di difficoltà elevata che sono di misto e di lunghezza non trascurabile; le rocce inoltre sono spesso scarsamente affidabili.

Le vie di arrampicata estiva non possono essere considerate vie di palestra perché comportano tutte avvicinamenti di una certa lunghezza. La distribuzione dei tratti di roccia solida è un po’ a macchie di leopardo, circostanza che impone una continua attenzione (caduta sassi), anche su vie classificate come “facili” (Sperone Centrale, l’Orsacchiotta).

Vi sono infine vie di elevata difficoltà, come la Bianchetti-Sciarra o la Ferri-Smargiassi sulla parete Nord.

(Ines Millesimi, luglio 2015)

terminillo_cartolina anni 50

Pian del Valli in una cartolina degli anni ’70.

Chiesa Terminillo Ph: Marco Pagaria

La Chiesa di San Francesco

Sono tre le vette di questa parte di Appennino che fu battezzato per questo con il nome Tetricus e che conserva oggi il suffisso Ter: Terminillo (2217m), Terminilluccio (1864m) e Terminilletto (2108m).

Terminillo, Rieti

Attività consigliate

Squirrels Park: Aperto da maggio a settembre, tutti i giorni dalle 9 alle 19 
tel: +39-335-7409197 +39-347-3568534
biocampus2013@gmail.com

CAI  – CLUB ALPINO ITALIANO Via S. Picerli, 59 – 02100 Rieti
Tel.0746.496055
info@cairieti.it
Apertura Sede Mer. e Ven. 19:00-20:00
sito ufficiale: www.cai.rieti.it

Altitudini

Terminillo 2217
Terminilletto 2108
Elefante 2015
Porcini 1982
Sella di Leonessa 1901
Terminilluccio 1864
Rotondo 1810
Campoforogna 1675
Pian de’ Valli 1614

Monte Elefante

Monte Elefante visto dal giro dell’Anello

I Rifugi di montagna

Il Club Alpino Italiano, costruisce e  mantiene in efficienza rifugi e bivacchi fissi, secondo un regolamento generale che uniforma caratteristiche, gestione e prezzi a livello nazionale. Il rifugio non è un albergo con “le stelle”,  cioè deve restare quella semplice ma comoda base di appoggio per tutte le attività alpinistiche ed escursionistiche, con particolare riguardo ai problemi di impatto ambientale e sostenibilità sia per i rifugi in alta quota sia per quelli posti in quote più basse.  I rifugi del CAI di Rieti si trovano a Terminillo, entrambi ad una certa quota: il piccolo rifugio Rinaldi (2.108 mt.) sulla cima del Terminilletto è raggiungibile soltanto tramite un sentiero ed è aperto in estate, mentre al Rifugio Sebastiani (1.820 mt.), aperto tutto l’anno, si può giungere attraverso la strada per Vallonina.  Entrambi sono stati recentemente ristrutturati, hanno ambienti accoglienti in stile alpino, da essi si godono panorami mozzafiato e una pace insolita, perché totalmente privi di inquinamento acustico e luminoso.

(Ines Millesimi, 2015)

Angelo Sebastiani 1820 mt

Sebastiani

Il Rifugio Sebastiani è aperto tutto l’anno, raggiungibile attraverso la strada per Vallonina. Intitolato ad Angelo Sebastiani, uno dei più capaci sciatori del CAI reatino, è stato inaugurato nel 1961 e successivamente ampliato. E’ situato nel versante nord est del Terminillo, che già negli anni Trenta veniva giudicato zona di grande rilevanza ambientale, assimilabile a certi picchi dolomitici, come diceva Alberto Rinaldi.  Il suo punto di forza, infatti, è quello di essere il centro da cui si dipartono tutte le attività in montagna (gare sportive, escursionismo, arrampicata, sci-alpinismo), gli allenamenti del soccorso (è sede della Scuola Regionale del Soccorso Alpino), e diverse iniziative turistiche e culturali, vistane la posizione privilegiata all’interno di un’area assolutamente intatta e pregevole dal punto di vista naturalistico; tra le manifestazioni che accolgono un vasto pubblico si citano la tradizionale Festa della Transumanza e le perlustrazioni del cielo compiute dall’Associazione Sabina Astrofili, la quale ha eletto il rifugio con il suo ideale contesto quale luogo deputato per le proprie osservazioni.

sito ufficiale: www.cai.rieti.it
Ines Millesimi

Massimo Rinaldi 2108 mt

Il piccolo rifugio Rinaldi (2.108 mt.) sulla cima del Terminilletto è raggiungibile soltanto tramite un sentiero ed è aperto in estate. E’ dedicato a Massimo Rinaldi, zio dei presidenti Rinaldi, missionario scalabriniano in Brasile e vescovo della diocesi reatina dal 1924; lo chiamavano “vescovo-scarpone” perché, essendo un appassionato di montagna come tutti i Rinaldi, compiva le sue frequenti visite pastorali nella diocesi per lo più a piedi. E’ stato ricostruito nel 1966 sulle macerie del vecchio rifugio Re Umberto I e inaugurato nel 1969.

sito ufficiale: www.cai.rieti.it

Ines Millesimi

La Fossa 1505 mt

Rifugio La Fossa

Il rifugio La Fossa è l’ideale per una giornata da passare con gli amici.
Per informazioni contattare Legambiente Rieti:
+39 324 546 7049
Via Di Mezzo 190 02100 Rieti

info@legambienterieti.it

Attività invernali

Nei mesi invernali il Terminillo e i Monti Reatini assumono un aspetto particolarmente affascinante, quasi da aura “nordica”. Questo effetto è accentuato dal fatto che, anche in assenza di neve, l’atmosfera è generalmente più limpida e l’inclinazione dei raggio solari è maggiore che in estate. Ne risultano colori e ombreggiature assai suggestivi, che invitano ad una frequentazione dell’ambiente montano anche in questa stagione. Naturalmente le difficoltà nel percorrere la montagna d’inverno sono generalmente maggiori che d’estate, serve un’attrezzatura specifica, ma per molti questa circostanza rende ogni escursione invernale come una vera e propria avventura in un ambiente spesso solitario e selvaggio.

Sci Alpinismo

Praticare lo Sci Alpinismo significa percorrere la montagna con gli sci ai piedi, al di fuori di piste battute e di impianti di risalita. Il Terminillo, che è dotato di 40 km di piste da discesa, offre anche questa avventurosa possibilità, senza file allo sky pass, senza resse, senza il vociare proprio del turismo di massa. Gli sci dunque fungono da mezzo di locomozione, sia in salita che in discesa, almeno fin dove è possibile. In taluni tratti di percorsi che implicano particolari difficoltà, ad esempio tratti rocciosi, può anche essere necessario togliersi gli sci e proseguire a piedi. Il comprensorio su cui praticare lo sci alpinismo è davvero vasto, da itinerari elementari (dalla Sella di leonessa a Fontenova), a quelli medi (tra questi, dalla Sella delle Scangive a Fontenova o dalla Vetta del Terminillo per la Valle della Meta), a quelli difficili (dalla vetta del Terminillo per il Canalone Centrale o per la Valle del Sole).

Sci di Fondo Escursionistico

Questa attività consiste nel percorrere con gli sci da fondo dei lunghi tratti al di fuori delle piste già predisposte al loro utilizzo. Non richiede un’attrezzatura specifica e non è particolarmente pericolosa. Si tratta di una pratica che dà soddisfazioni perché, oltre a implicare un consistente impegno fisico, consente di visitare, in assenza di rischi, ambienti naturali di straordinaria bellezza, soprattutto quando si attraversano i boschi.

Sci di fondo

Si pratica lungo i 24 km di pista battuta ai Cinque Confini. Si tratta di piste molto belle, alcune assolate, altre per tratti incuneate nei boschi di faggio. Per gli amanti di questa specialità, c’è un tratto di km 2,5completamente illuminato per fare un circuito in notturna.

Ciaspolate

Il termine moderno ciaspole sostituisce quello più antico racchette da neve. Si tratta di racchette da disporre al di sotto dello scarpone in modo da evitare di affondare nella neve molle. Consentono di percorrere zone innevate quando le pendenze non sono troppo elevate e in assenza di zone ghiacciate molto estese. A differenza delle prime racchette da neve in fibre naturali, quelle moderne hanno il vantaggio di poter essere inserite e tolte con relativa facilità, tramite delle punte che aggrappano su neve ghiacciata sono un ottimo aiuto per percorrere in inverno tutte le zone montuose caratterizzate da assenza di difficoltà tecniche. Le Ciaspolate sono gite ricorrenti anche al Terminillo, e molto divertenti perché permettono di inoltrarsi dentro boschi di neve immacolata, di correre o scivolare senza rischi lungo i pendii; un’attività alla portata di tutti.

Ghiaccio

L’arrampicata su ghiaccio è una specialità assai difficile, che richiede un’attrezzatura sofisticata: ramponi, piccozze, martelli da ghiaccio, chiodi da ghiaccio di vari tipi, imbracatura, casco, corde da arrampicata. Viene esercitata su canali o canalini ghiacciati (esposti nei versanti Est e Nord del Terminillo; per es. le meno complesse sono lungo il Canalone Centrale o la via “Orsacchiotta”), su tratti di roccia ricoperti da ghiaccio (il cosiddetto “misto”, più difficile, soprattutto sul monte Elefante) e, in tempi più recenti, risalendo cascate ghiacciate (Monti della Laga). Richiede una elevata competenza tecnica e una considerevole esperienza. La pratica di questa attività è particolarmente difficile nell’Appennino Centrale perché la latitudine e le condizioni meteorologiche prevalenti non favoriscono la formazione di ghiaccio sufficientemente solido e affidabile se non in luoghi particolari e in giornate particolari, difficilmente prevedibili.

Ines Millesimi