Ai laghi di Rieti protetti dalla Dea Vacuna: Salto

La Dea Vacuna vi proteggerà mentre scoprirete le acque della Provincia di Rieti trascorrendo il vostro periodo di riposo dal lavoro.

Consigli

Durata: 1 giorno per ogni lago
Giorno consigliato: qualsiasi, ma se volete godere della tranquillità dei luoghi, scegliete un giorno infrasettimanale.
Mezzi: automobile e moto da strada, bello con il camper ma non sempre attrezzato per le soste e non consigliato per accedere ai piccoli paesi dei dintorni

Il racconto parte dal lago di Paterno immaginando che proveniate dal capoluogo Rieti, ma a seconda della vostra provenienza ci sono diverse strade per raggiungere ogni lago. Se andate in estate portate con  voi il costume da bagno e l’asciugamano, in alcuni dei laghi segnalati è possibile fare il bagno. Macchina fotografica e videocamera indispensabili. I laghi distano da Rieti molto meno di un’ora in automobile; le strade sono spesso piene di curve e sono percorsi ideali per divertirsi con la motocicletta.
Vi suggeriamo di dedicare una giornata alla visita di ogni lago fermandovi in uno dei tanti alberghi o nei b&b segnalati.

Mappa – clicca per ingrandire

Lago del salto, mappa

Indicazioni per arrivare al Lago del Salto

Da Nord: autostrada A1 in direzione Roma, uscire al casello di Orte e seguire le indicazioni per Terni, quindi per Rieti. Arrivati a Rieti prendere la SS578 (c.d. Cicolana) in direzione Lago del Salto.
Da Roma
: autostrada A24 Roma-L’Aquila, uscire a Valle del Salto e seguire le indicazioni per il Lago.

Uscita consigliata: Borgo San Pietro

Da qualsiasi direzione proveniate, vi suggeriamo di arrivare a Borgo San Pietro e parcheggiare in prossimità della spiaggia. Qui in estate potete fare il bagno o prendere il sole sulla spiaggetta attrezzata. Se arrivate da Rieti, sulla Cicolana non passerà inosservata alla vostra sinistra la Falesia amatissima dagli arrampicatori. Leggete i nostri consigli nella sezione Sport di Terra se volete fare una sosta per ammirare o scalare la Falesia. Al lago del Salto vi troverete di fronte ad un paesaggio diverso da quello che nel 1800 molti amarono e vennero a visitare da tutta Europa (1), ma altrettanto affascinante.

“La valle stessa del Salto ha una lunghezza di circa 36 miglia, e dal nono miglio in là, venendo da Rieti, si chiama ora il Cicolano: una delle più belle e romantiche valli alpestri per la magnificenza e l’amenità che gli diè a larghe mani la natura, la quale pare avere qui congiunte le bellezze proprie dell’Italia e della Svizzera. I suoi abitanti, distinti anche fra gli ospitali Abbruzzi, per antica semplicità ed ospitalità, sono sparsi per infiniti piccoli paesi, che in parte stanno nella più fertile campagna, in parte sopra orridi sassi o in mezzo a foreste di quercia.” (2)

 Il paesaggio che vedete adesso è storia recente ed è opera dell’uomo: nel 1939 con la costruzione di una diga alta 90 metri, fu sbarrato il corso ai fiumi Salto e Turano, sommergendo di acqua terre coltivate ed abitazioni di quella che un tempo era la Valle del Cicolano. L’opera che ha dato origine ai due laghi (Salto e Turano, appunto) è stata realizzata per risolvere il problema delle frequenti inondazioni del reatino e contemporaneamente sviluppare l’industria di produzione di energia elettrica della centrale di Cotilia.

Quando il livello dell’acqua si abbassa le rovine tornano in superficie, come spettri coperti di fango. Le popolazioni che abitavano qui, come quelle del Lago Turano, sono state costrette a spostarsi più in alto ricostruendo abitazioni e chiese; molti decisero di cambiare attività, altri, la maggior parte, emigrarono per sempre. Nel progetto originario del 1916 dell’Ing. Guido Rimini, l’allagamento non doveva essere così vasto (3), ma l’interesse economico alla realizzazione dei bacini per lo sfruttamento idroelettrico sacrificò vite, sia durante la costruzione (una lapide sulla diga ricorda i caduti sul lavoro) che nell’esodo.

“Se per bonificare una terra è però necessario alluvionarne perennemente delle altre, si perde di vista il paradigma di riferimento: ciò che si guadagna in un versante si perde nell’altro. Chi faceva il pescatore, il barcaiolo e il fornaciaio, nella Piana Reatina, diventerà contadino, mezzadro, impiegato o operaio sulla terra asciutta. Chi era bracciante, colono o carrettiere nelle terre allagate di proposito, proverà, senza successo, a diventare pescatore e barcaiolo, si inventerà un altro mestiere, oppure farà fagotto e se ne andrà altrove” (4)

Se fate immersione potete vedere da vicino le rovine del vecchio paese di Borgo San Pietro e comunque per gli sportivi in genere vi consigliamo di leggere la sezione Sport dove troverete indicazioni per la pesca, il carpfishing e il wakeboard da praticare sul lago (al Salto sono stati pescati lucci giganti).

Anche se la vista non è la stessa del 1800 crediamo che le acque abbiano reso lo scenario ancora più affascinante: il Salto è il più grande lago artificiale del Lazio e i boschi verdissimi che lo circondano lo fanno assomigliare ad un fiordo, o come diceva già Bunsen, alla Svizzera.

Potrete seguire le orme dei grandi viaggiatori dell’800, che qui si recarono per confermare o confutare l’ipotesi di Louis Charles François Petit-Radel (1756-1836), il quale, “convintosi della somiglianza delle mura esistenti in varie località dell’antico Lazio con quelle rilevate in Grecia, da Tirinto a Micene, ne deduceva che i costruttori dovessero essere gli stessi, cioè i Pelasgi che, secondo la sua teoria, si sarebbero insediati in Italia, in particolare nella regione laziale, anteriormente all’epoca romana”. (5)

Si tratta di un itinerario interessante e ancora poco conosciuto: le mura ciclopiche della Valle del Salto, sono diventate un vero percorso turistico che attraversa i Comuni di Pescorocchiano e Fiamignano, grazie all’iniziativa della organizzazione valledelsalto.it (Cell. +39 333 11 03 656 email: info@valledelsalto.it).

A Borgo San Pietro per mangiare avete diverse possibilità, trovate l’elenco dei ristoranti nella categoria mangiare. Se amate il tartufo al Pescatore da Edoardo vi toglierete qualche soddisfazione.

Dopo pranzo dovete rimettervi in marcia, mancano ancora molte cose da vedere. A Petrella Salto la Rocca dei Cenci merita senz’altro una visita: se arrivate d’estate cercate di non perdervi il tramonto da lassù. Se siete in vena di meditazioni e avete fiato visitate la Grotta di Santa Filippa Mareri, dove la baronessa passò quasi un anno in compagnia delle sue seguaci prima di fondare il primo ordine delle Clarisse.

Per raggiungere il Turano, venendo dal Salto o da Rieti,  vi consigliamo di passare sulla diga e qui vale la pena fare una sosta ed affacciarsi sia dal lato delle acque che da quello asciutto; se soffrite di vertigini non vi sporgete, sono quasi cento metri a picco su una gola mozzafiato.

E’ qui che troverete la targa in memoria dei 38 lavoratori che persero la vita per la realizzazione della imponente diga. 

(valentina colarieti tosti, maggio 2015)

Note

Il Quaderno “La Valle del Salto nei disegni e nei racconti dei viaggiatori europei dell’Ottocento”, a cura di Rodolfo Pagano e Cesare Silvi, 2010.
C.K.J. von Bunsen, Esame corografico.., cit. pp. 110-111. Il brano è pure riportato in N. Cariello, Nersae, importante città degli Equi, “Aequa”, n. 37, aprile 2009.
vedi “Gli impianti idroelettrici del bacino Nera – Velino e la Valle del Salto di Roberto Marinelli
vedi “Gli impianti idroelettrici del bacino Nera – Velino e la Valle del Salto di Roberto Marinelli
Il Quaderno “La Valle del Salto nei disegni e nei racconti dei viaggiatori europei dell’Ottocento”, a cura di Rodolfo Pagano e Cesare Silvi, 2010.
Rocca dei Cenci, Petrella Salto, Rieti

La Rocca di Petrella

Diga del Salto, Rieti

La Diga del Salto

Rocca di Petrella Salto, Rieti

I tetti di Petrella Salto dalla Rocca

Santa Filippa Mareri San Martino di Petrella Salto, Rieti

EVENTI

A Marcetelli in agosto si svolge il Serpentone di montagna, percorso enogastronomico di prodotti tipici, promosso dalla proloco. Funghi porcini, vino locale, pizzicotti, salumi e formaggi, pecora, lenticchie di Rascino nel paese piu piccolo del Lazio, che in inverno conta solamente 80 abitanti.

A San Martino di Petrella Salto l’ultima settimana di Luglio ha luogo la Sagra del Tartufo.