Una Riserva a due passi dal centro cittadino

I laghi Lungo e Ripasottile fanno parte di un’area protetta che garantisce la sopravvivenza di molte specie di uccelli, vegetazione e pesci.

Consigli

Durata: 1 giorno per ogni lago

Giorno consigliato: qualsiasi, ma se volete godere della tranquillità dei luoghi, scegliete un giorno infrasettimanale.

Mezzi: automobile e moto da strada, bello con il camper ma non sempre attrezzato per le soste e non consigliato per accedere ai piccoli paesi dei dintorni

Il racconto parte dal lago di Paterno immaginando che proveniate dal capoluogo Rieti, ma a seconda della vostra provenienza ci sono diverse strade per raggiungere ogni lago. Se andate in estate portate con  voi il costume da bagno e l’asciugamano, in alcuni dei laghi segnalati è possibile fare il bagno. Macchina fotografica e videocamera indispensabili. I laghi distano da Rieti molto meno di un’ora in automobile; le strade sono spesso piene di curve e sono percorsi ideali per divertirsi con la motocicletta.

Vi suggeriamo di dedicare una giornata alla visita di ogni lago fermandovi in uno dei tanti alberghi o nei b&b segnalati.

Le acque del percorso:

Lago di Paterno
Lago del Salto
Lago del Turano
Laghi Lungo e Ripasottile, Lago di Ventina

Mappa – clicca per ingrandire

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Indicazioni per arrivare ai Laghi della Riserva

La Riserva occupa la parte nord-ovest della Valle Santa e si raggiunge tramite la vecchia SS. 79 Ternana. Segnaletica in loco. Dalla cartina a lato si vede la breve distanza dal Capoluogo Rieti.

Clicca sulle parole in neretto che trovi nel testo, per aprire le fotografie dei luoghi.

I tre laghi sono quello che resta dell’antico Lacus Velinus prima che il Console romano Curio Dentato nel 272 a.C., avendo ormai sottomesso gli antichi Sabini e contribuendo a farne sparire la cultura e la storia, facesse aprire un varco nella roccia e desse origine alle cascate delle Marmore bonificando tutta la Piana Reatina .

I laghi Lungo e Ripasottile fanno parte di un’area protetta che garantisce la sopravvivenza di molte specie di uccelli, vegetazione e pesci. Qui, tra i canneti, riparati nelle casette costruite per il birdwatching, potrete fare l’esperienza di come devono aver vissuto gli antichi popoli (presenti già nell’età del ferro): arroccati nei pochi lembi di terra che emergevano dalle acque, circondati dalle paludi, che nello stesso tempo erano fonte di ricchezza per i pesci e la selvaggina, e di malattie e pericolo. Serpenti e rettili devono aver destato molte preoccupazioni agli antichi abitanti di queste terre.

Nella Riserva, il vento soffia tra le cannucce, sibila tra le foglie dei salici e dei pioppi tutto intorno; gli uccelli e la rana dalmatina cantano ogni nuovo giorno; ninfee e nannufari a pelo dell’acqua tingono di colori vivaci il lago e riparano lucci,  tinche ed anguille che nascoste, lottano per la vita con i rapaci che le inseguono. Di notte anche gli uccelli dovranno difendersi dai nemici: le volpi in cerca di prede tenteranno l’attacco.

Aironi bianchi, Tarabusi dal muggito inconfondibile e rarissime anatre tuffatrici, le Morette Tabaccate, scelgono di sostare qui per superare l’inverno; se vorranno, si faranno vedere anche le gru, magari un falco di palude in un’evoluzione aerea ed una albanella reale a caccia di prede. Qui cresce in abbondanza il luppolo utilizzato come fertilizzante ed il guado anticamente utilizzato per la tinta indaco delle stoffe.

Vi consigliamo di contattare la Riserva (1) o il CAI (2) per una passeggiata o una giornata di birdwatching.

Anche le acque del lago di Ventina sono popolate da numerose specie di pesci come i lucci, i persici reali, le tinche, le trote e i black bass. Per informazioni su limitazioni e regolamento della pesca sportiva al lago di Ventina consultare il sito della Provincia di Rieti: www.provincia.rieti.it.

Qui potrete cogliere intento nella costruzione del suo nido, l’architetto tra gli uccelli, il Pendolino. Alla forma della sua casa sono ispirate quelle sedie di design che vanno tanto di moda. Lui, il Pendolino, con la maschera sugli occhi, non si farà vedere facilmente.

Se siete alla ricerca di luoghi dimenticati, dopo la vostra immersione nella natura, vi suggeriamo di andare a vedere la porta Alchemica di Rivodutri e ciò che resta della villa (3) appartenuta al senatore Quinto Assio al quale è intitolato l’attuale Resort.

(valentina colarieti tosti, maggio 2015)

Lago Lungo, Rieti Lago di Ventina

Riserva dei laghi
Centro Visite: loc. Lanserra, 02010, Colli sul Velino Tel./Fax 0746/644040
e-mail:centrovisite@riservalaghi.org –
Guardiaparco: Via A. Manzoni, 10 02100, Rieti Tel. 0746/200999
e-mail:guardiaparco@riservalaghi.org

Note

Riserva dei laghi – Centro Visite: loc. Lanserra, 02010, Colli sul Velino Tel./Fax 0746/644040 e-mail:centrovisite@riservalaghi.org – Guardiaparco: Via A. Manzoni, 10 02100, Rieti Tel. 0746/200999 e-mail:guardiaparco@riservalaghi.org
CAI sez. Rieti – Via S. Picerli, 59 – 02100 Rieti – Tel.0746.496055 – info@cairieti.it – Apertura Sede Mer. e Ven. 19:00-20:00
Dal Libro “Melanconiche Dimore”di Roberto Marinelli, pp. 192-210: “secondo Pier Giuseppe Colarieti Tosti, che scrisse di questa villa nel 1904, dovette esistere una minuscola chiesa nei pressi della villa, di cui fornisce anche una descrizione delle murature, inglobate in quello che fu il villino Paparelli del 1901, posto proprio in cima alla parete rocciosa alla base della quale si apre l’imbocco alle cavità. In seguito il villino fu trasformato in casale, ed oggi è tornato ad essere utilizzato come residenza. Il Colarieti Tosti riferisce che il locale a piano terra del villino aveva il soffitto a volta ed il pavimento in opus testaceum. I muri erano composti di pietre e rottami di mattoni e tegole, collegati insieme con malta fortissima. Nella parete di fondo si apriva una finestra rettangolare con luce divisa da una croce di pietra irregolare. Egli riferisce anche che dalle grotte, oggi chiuse da cancelli, si svilupperebbero lunghi cunicoli, comunicanti con le strutture sepolte della villa. E Maria Carla Spadoni conferma che da quei cunicoli sembra possibile accedere ad ambienti interrati, decorati riccamente con mosaici e manufatti di pregio, trafugati, a quanto pare, in epoca recente