Le Sante di Rieti

Si incontrarono tra il 1221 ed il 1225, lui Francesco, quarantenne di Assisi e lei Filippa, dieci anni più giovane, battezzata con lo stesso nome del padre: entrambi di famiglia facoltosa, entrambi alla ricerca di qualcosa che non trovavano nei fasti della vita agiata che il destino gli aveva riservato. L’incontro avvenne nel palazzo del padre: lei la Baronessa Filippa Mareri, donna alla ricerca di ispirazione, curiosa delle Sacre Scritture e già incline alla meditazione e alla vita riservata, distante da quei pretendenti che la volevano sposare, discendente di Carlo Magno, di San Bernardo cardinale dei Marsi e di Santa Rosalia di Palermo, (secondo Franco Zazzara, 2012) deve essere stata folgorata dall’incontro col poverello d’Assisi.

Poco distante, a Poggio Poponesco (nella foto a destra) era nata quasi centocinquant’anni prima, Chelidonia, anche lei in un castello, anche lei santificata (molto più tardi circa 400 anni dopo) e proclamata patrona di Subiaco, paese nel quale riposano le sue ceneri. Chissà che non sia stata di ispirazione per la Baronessa.

Filippa dovette fuggire insieme alla sorella e ad alcune compagne e nascondersi in una grotta, già luogo di culto a quel tempo, per quasi un anno (oggi Grotta di S. Filippa, appunto) prima di convincere la famiglia a lasciarla andare per la sua strada. La grotta si trova nella frazione di Piagge, è raggiungibile attraverso un sentiero montano (il sentiero del pellegrino) che si addentra in un verdissimo bosco: una croce illuminata la rende visibile da tutto il Cicolano. Nella grotta, con le compagne, si tagliò i capelli e condusse una vita ascetica e contemplativa prima di riuscire a fondare la congregazione delle Suore Clarisse, proprio nel suo paese natale, a Borgo San Pietro.

Grazie alle proprietà dei fratelli Tommaso e Gentile, che ormai persuasi della vocazione della sorella, le regalarono nel 1228 la Chiesa di S. Pietro de Molito e la Villa di Casardita, Filippa fondò il primo monastero femminile del Regno delle Due Sicilie.

Molti anni dopo, (1939-40) il Monastero fu sepolto insieme all’intero paese di Borgo San Pietro dall’allagamento voluto per prosciugare la piana reatina ed alimentare la centrale idroelettrica di Cotilia, e fu ricostruito più in alto come le case e le altre chiese della valle. Oggi la cappella, smontata e rimontata pietra su pietra, per disposizione della Soprintendenza delle belle arti, ospita l’urna dorata che racchiude il corpo della Santa, il reliquiario con il suo cuore rimasto prodigiosamente integro ed una ciocca di capelli di San Francesco.

(valentina colarieti tosti, luglio 2015)

Monastero della Beata Filippa Mareri Particolare di S. Barbara e S. Ludovica

Il Museo di Santa Filippa Mareri si trova all’interno del Monastero
Orario apertura: 8,30-12,30 e 16,00-18,00
Ingresso libero
tel. 0746/558134