Itinerario cittadino

Dedicato ai sognatori, agli eterni bambini,  ai curiosi della vita; a quelli che amano la Conoscenza, senza per questo sentirsi al di sopra degli altri.

Consigli

Trattandosi di un percorso a piedi, indossate un abbigliamento comodo, in particolare riguardo le scarpe; portate una sciarpa o uno scialle da usare in caso sentiste freddo. L’itinerario è percorribile tutto l’anno, anche se è meglio evitare il mese di gennaio per possibili nevicate.

Per i recapiti di ristoranti ed alberghi consultate le Categorie Mangiare e Dormire che riportano orari e giorni di chiusura.

Se desiderate dettagli storici ed informazioni approfondite,fatevi accompagnare da una Guida turistica accreditata.

  • Durata: 1 giorno
  • Giorno consigliato: venerdi , sabato o terza domenica del mese
  • Difficoltà del percorso: facile
  • Totale passi: 2906

Le tappe dell’itinerario

  1. Uscita Parcheggio coperto Piazza Oberdan
  2. Basilica Sant’Agostino
  3. Auditorium dei Poveri
  4. Fessura del Diavolo
  5. Largo San Giorgio
  6. Piazza San Francesco
  7. Ponte nuovo
  8. Piazza Cavour
  9. Via Roma
  10. Piazza Vittorio Emanuele
  11. Piazza Cesare Battisti
  12. Piazza San Rufo Centro d’Italia
  13. Teatro Flavio Vespasiano

Mappe – clicca per ingrandire

Mappa itinerario cittadino

Mappa dell'itinerario

Note

Palazzo del Seminario, Via del Seminario: anche questo palazzo come altre opere in città, vede la presenza del Vignola che ne diresse i lavori; fu il primo Seminario ad essere costruito dopo il Concilio di Trento con lo scopo di portare i princìpi del Concilio nella formazione religiosa.
Palazzo Ricci, Piazza Oberdan: disegnato nel 1789 dall’architetto romano Giovanni Stern.
Angelo Maria Ricci, poeta e bibliotecario alla corte di G.Murat. Morì a Rieti nel 1850 dove visse fin dal 1813 e compose molte delle sue opere come Gli sposi fedeli (1837) opera contrapposta ai Promessi Sposi e la più famosa Georgica dei Fiori (1825); interessanti ed ironici gli scherzi botanici dell’Orologio di Flora (1827) dei quali riportiamo una citazione alla fine dell’itinerario.
La Basilica di Sant’Agostino, in Piazza Mazzini, ha ricevuto gli speciali diritti di rito e di culto che spettano alle Basiliche dal Papa nel 2010. Telefono: 0746/203698
All’interno della ex Chiesa di San Giovenale, Via Garibaldi 230, (terminata nel 1741) sulla destra è collocato il monumento funebre noto come Angelo della Morte, che l’allievo prediletto del Canova (il danese Thorwaldsen), realizzò in ricordo della nobildonna Isabella Alfani di Nola, moglie del famoso poeta reatino d’adozione Angelo Maria Ricci. E’ nell’amicizia (nata a Napoli) tra Angelo Maria Ricci ed il Canova che vanno ricercate le ragioni della presenza nel museo civico reatino della splendida Statua di Ebe (di Canova appunto) e di questo mausoleo in marmo.

Se arrivate a Rieti in automobile, lasciatela al parcheggio sotterraneo di Piazza Oberdan (a pagamento 1,10 E l’ora); se arrivate in autobus, il capolinea è alla stazione FFSS a poche centinaia di metri dal punto di partenza del nostro itinerario (punto 1 sulla mappa). Vedi “come arrivare a Rieti“.

Usciti dal parcheggio, ad accogliervi di spalle, poco curante della vostra presenza, un Marco Terenzio Varrone seduto con un libro in mano. L’opera è dello scultore, reatino come il Varrone, Bernardino Morsani famoso per le sue riproduzioni dei Bronzi di Riace.

Tanto per affrontare con le giuste energie la giornata, vi consigliamo di lasciare il poeta ai suoi pensieri e fare una puntatina alla Cioccolateria Napoleone che si affaccia sulla Piazza G.Oberdan. Vi sembrerà di entrare in una gioielleria, tanta è la cura con la quale è allestito il negozio. La qualità del cioccolato vi regalerà la prima delle tante sorprese di questa inusuale passeggiata.

Sedetevi su una delle panchine sotto gli alberi, a gustare le raffinatezze della Cioccolateria, e guardatevi attorno: in compagnia delle coppiette di innamorati che qui si fermano a promettersi l’amore e degli uccellini che cantano allegri, noterete il palazzo (monumento nazionale) che dal 1971 ospita l’Albergo Miramonti, il Palazzo del Seminario (nota 1) con il suo Arco, Palazzo Ricci dove morì il poeta Angelo Maria Ricci (noto anche con lo pseudonimo Filidemo Liciense, vedi note 2 , 3) e che oggi ospita gli uffici finanziari del Comune.

Potrete scegliere di visitare l’interno della Basilica di Sant’Agostino (nota 4) che si trova proprio di fronte a voi (punto 2) o iniziare a camminare seguendo la nostra mappa in direzione nord est su Via Tancredi. Prima di lasciare la Piazza, quando già avete imboccato Via Tancredi, guardatevi indietro e alzando lo sguardo su quel palazzo arancione, scorgete la scritta Liceo Classico: qui hanno studiato italiani noti in tutto il mondo: Eugenio Garin reatino, filosofo e storico della filosofia, grande conoscitore dell’Umanesimo e del Rinascimento; Indro Montanelli, toscano, il più famoso giornalista italiano del secolo scorso; lo storico reatino Renzo De Felice, il più insigne studioso di Mussolini e del Fascismo.

Ora siete su Via Tancredi e sulla destra troverete un palazzo bianco, provvisoriamente rimessa per ambulanze della Croce Rossa: è il luogo dove, fino a metà degli anni ’70, sono nati i bambini di Rieti: quando incontrerete dei cinquantenni, in giro per la città pensate che probabilmente sono nati proprio li, in quel piccolo Ospedale. Non stupisce ora il carattere genuino dei suoi abitanti, vero?

Proseguite su Via Tancredi ed alla fine girate a destra in Via Garibaldi; dopo pochi passi vi troverete ad un bivio: salite per dare uno sguardo alla Chiesa sconsacrata di San Giovenale, oggi adibita a sala da concerti e mostre (Auditorium dei Poveri, punto 3), per guardare l’Angelo della Morte (nota 5) al suo interno, ma poi tornate indietro e imboccate la strada in discesa, Via San Francesco.

Oltrepassate il Monastero di Santa Chiara (alla vostra sinistra) e fate attenzione ad una feritoia tra le rocce (punto 4) che si presenta sulla parte destra della strada: si tratta della inquietante Fessura del Diavolo. Noterete che c’è una croce cristiana di legno incastrata nella roccia. La leggenda narra che il diavolo (“Lu Bobbo” in dialetto reatino) in un’epoca buia e lontana, come solo quella medievale ha saputo essere, dopo una lunga lotta con un esorcista, sia stato sconfitto e rinchiuso tra quelle rocce grazie alla potenza della Croce. Potrebbe capitarvi di incontrare qualcuno e potreste vederlo farsi il segno della croce in prossimità della fessura. Secondo gli atei, il vero motivo del posizionamento del simbolo cristiano, sta nel fatto che la roccia permetteva alle ospiti del vicino monastero di arrampicarsi e riuscire indisturbate a raggiungere i loro amanti. Un avvertimento, un mònito per le peccatrici. Secondo i razionali, i sempre attenti, i disillusi, c’è da considerare che la presenza delle monache è successiva al posizionamento della croce, e La Verità è che lo spauracchio “de Lu Bobbo” rappresentava un deterrente per i ladri che approfittavano di quella roccia per arrampicarsi e rubare grano al mugnaio che in quel punto conservava i sacchi del raccolto. Forse lo stesso Mugnaio inventò la storia per mettere in fuga i ladri.

Lasciamo a voi la scelta della versione che più vi piace; sappiate comunque che la roccia che state guardando, è di sicuro l’unico indizio che resta dell’originario aspetto che aveva l’ambiente all’epoca del primo insediamento umano (circa milleduecento anni prima di Cristo); la collina rocciosa, a picco sulle acque forniva un riparo sicuro ed inaccessibile sul quale le prime popolazioni si stabilirono. Le acque circondavano quel piccolo lembo di terra e tutta la zona che ora è la Piana reatina. Molti secoli dovranno passare prima della bonifica romana (290 a.C.) che “svuotò” la pianura, domando le acque, costringendole a dare origine alla cascata più alta d’Europa: le Marmore. I laghi che restano dopo la bonifica sono ancora li, a regalare ai visitatori un angolo di natura incontaminata (vedi i suggerimenti sui laghi Lungo e Ripasottile nella Categoria Natura). A testimonianza dello stretto legame che gli abitanti di questi luoghi avevano con l’acqua restano il pesce simbolo della città (presente nell’ araldica comunale e la tradizione culinaria (ancora oggi prosperano gli allevamenti di trote e ristoranti eccellenti propongono piatti a base di pesce d’acqua dolce).

Il Palazzo costruito su quella roccia è Palazzo Potenziani (nota 6): da qui hanno guardato le stelle prima di addormentarsi le donne e gli uomini della preistoria; i soffitti affrescati del palazzo del principe hanno sostituito le stelle per quanti hanno avuto il privilegio di addormentarsi in queste stanze. Quale vista accompagnerà i nostri discendenti non lo sappiamo, ma siamo certi che, qui, sempre si addormenterà qualcuno.

Marco Terenzio Varrone
tetti di Rieti, Ph: Alessandro Blasi
Ph: Alessandro Blasi
Stemma Palazzo Ricci

Angelo Maria Ricci poeta e bibliotecario alla corte di G.Murat, morì a Rieti nel 1850, dove visse dal 1813 e compose molte delle sue opere; in foto lo stemma familiare sulla facciata di Palazzo Ricci.

Angelo della morte

L’Angelo della Morte, che l’allievo prediletto del Canova (il danese Thorwaldsen), realizzò in ricordo della nobildonna Isabella Alfani di Nola, moglie del famoso poeta Angelo Maria Ricci.

Note

Palazzo Potenziani, Via dei Crispolti, 20-24, è oggi sede della Fondazione Varrone.
Orari e recapiti della Biblioteca Varrone: 0746 491423
Organo a due tastiere e pedale con un totale di 25 registri, ispirato all’organo Arp Schitger della Chiesa di San Pietro e Paolo di Cappel. Per orari di apertura e prenotazioni visite: 0746 491423
Per avere informazioni sulle date della processione di San Francesco contattare la Pia Unione: telefono 0746 200049.
La Festa del Sole si svolge dal 1968, ogni anno, sul fiume Velino e consiste in una serie di gare sportive sull’acqua tra i dieci Rioni cittadini. Per avere informazioni sulle date e gli orari degli eventi contattate il Comitato della festa 0746 480703

Continuando a camminare, in discesa, facendo attenzione alle automobili (la strada è carrabile a senso unico) e proseguendo sempre dritti, arriverete a Largo San Giorgio, (punto 5 sulla mappa) un altro gioiello della città. In epoche passate ricovero per i malati di peste e prigione per i condannati a morte che qui venivano giustiziati per impiccagione, poi sede di un monastero di monache benedettine (forse quelle che si arrampicavano sulla Roccia del Diavolo?) ed ancora più di recente, centro di botteghe artigianali, Largo San Giorgio è stato riportato a nuova vita da una sapiente ristrutturazione dalla Fondazione Varrone nel 2012.

Alcuni raccontano di essere svegliati nella notte da un suono secco, metallico, come “di martellate sul marmo”: nelle botteghe i mastri scultori del secolo scorso, devono aver impresso nell’aria quei suoni per cancellare per sempre i lamenti angosciati dei condannati a morte che li hanno preceduti in questi luoghi.

Godetevi una pausa al Rigodon Cafè (in estate anche fuori) e prendete del tempo per decidere se entrare nella Biblioteca della Fondazione Varrone (recapiti in nota 7) dove troverete splendide sale e libri rari (ad esempio il Fondo Cirese) o nella Chiesa sconsacrata di San Giorgio all’interno della quale scoprirete  un meraviglioso organo (nota 8).

Proseguite la passeggiata per Piazza San Francesco (punto 6 ) passando per Vicolo di San Giorgio.

Sulla piazza si affaccia la Chiesa di San Francesco : da qui ogni anno esce la statua di Sant’Antonio coperta di catene d’oro e gioielli donati da quella folla di fedeli che lo accoglie alla sua uscita.

I reatini sono molto devoti al Santo e ogni anno fanno a gara per portarlo sulle spalle in processione. Se capitate in occasione del giorno della processione (intorno al 13 giugno, ma verificate con la Pia Unione ai numeri indicati in nota 9) il percorso che vi abbiamo proposto diventa inaccessibile (a meno che non decidiate di portare anche voi un cero e sfilare sui tappeti rossi).

Nei giorni successivi alla processione le strade sono scivolose, piene di gocce provenienti dai ceri portati in mano dai fedeli. Ed in questi giorni il Santo torna sulle bocche dei reatini che imprecano per la scivolosità delle strade. Più grande è la grazia che chiedono, più grande il cero che portano. Sono soprattutto donne a partecipare: alcune camminano scalze, altre tradiscono la propria vanità e sfilano con i tacchi, ma tutte, anche le più audaci conservano il nero nei vestiti e nei veli. La processione è un misto di sacro e profano, di certo resta un evento di massa che coinvolge la maggior parte dei cittadini.

Sempre sulla Piazza trovate il Ristorante San Francesco che serve piatti a base di pesce fresco tutti i giorni.

Se preferite uno spuntino, per pranzo, dovete allungare di un centinaio di metri il vostro percorso per scovare un antico panificio, dove tutti i giorni si trovano pizza di eccellente qualità e dolci tipici reatini da riportare agli amici. Il Panificio Sabino si trova in Vicolo Vecchiarelli e se non siete del luogo o non avete letto questo percorso, non lo scoverete con facilità, per questo sulla mappa lo abbiamo segnalato con una stellina gialla. Il proprietario è membro della Pia Unione e saprà darvi tutte le informazioni sulla processione di sant’Antonio.

Se ancora non siete affamati, niente paura, più in la vi indicheremo altri luoghi dove trovare prodotti genuini, di diverse tipologie e per tutte le tasche.

Tornate a piazza San Francesco e seguite la mappa per salire sul Ponte Nuovo (punto 7). State passeggiando sul Fiume Velino e qui il panorama vi riempirà il cuore di emozioni. L’acqua del fiume limpidissima e gelida corre veloce come nessun’altra in Italia. Fermatevi ad ascoltarne lo scrosciare delizioso. In estate, qualche coraggioso si bagna, ma deve immediatamente tornare a riva tanto è fredda la temperatura.

Camminando per attraversare il fiume, dovete guardare alla vostra destra per intravedere l’altro ponte sul quale salirete in seguito. Sotto quel ponte che scorgete in lontananza, notate le pietre che affiorano dall’acqua come una punta: sono i resti dell’antico ponte romano dove oggi sostano allegre le papere e le oche.  Varrà la pena fare qualche fotografia.

Arrivati sull’altra sponda girate a destra, troverete alla vostra sinistra l’Albergo Cavour. Proseguite dritto sul Lungovelino Bellagamba, seguendo la sponda del fiume.

In estate qui si svolge il caratteristico Palio della Tinozza, in occasione della annuale Festa del Sole.  Forse anche ora che state passeggiando, qualche membro di contrada si sta allenando sull’acqua per le gare estive (nota 10). Nel 1979 La Gazzetta dello Sport pubblicò un articolo su una strana gara che si svolge in Giappone, ad Ito: ”Il Festival della Vasca di legno”: il Festival è praticamente identico alla gara reatina, qualcuno lo notò e nel 1985 si arrivò al gemellaggio tra le due città.

Targa Officine, Largo San Giorgo
San Francesco, Rieti
Tinozze, Velino
Chiesa san Rufo, Rieti

Note

Palazzo Vecchiarelli, in Via Roma n.57, è opera di Carlo Maderno (sec. XVI-XVII); entrate nello scenografico cortile arricchito da una splendida fontana.
All’interno del palazzo comunale, Piazza V. Emanuele II, potrete visitare la sezione storico artistica del museo civico: da vedere la Statua di Ebe di Antonio Canova. Biglietto: 2 Euro. Il giorno di chiusura è il lunedi, dal martedì al venerdì l’orario è dalle 8:30 alle 13:30, il sabato dalle 8.30 alle 13.30 (a sabati alterni).Nei festivi e la domenica l’orario è dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 18:30.
Per essere certi degli orari, consigliamo di chiamare la Direzione 0746 287280, l’Ufficio del Museo 0746 287456 oppure mandare una mail a museo@comune.rieti.it
Palazzo Vicentini, in Piazza Cesare Battisti, è oggi sede della Prefettura.
Piazza San Rufo Centro d’Italia: Marco Terenzio Varrone (116-27 a.C.) definì per primo Rieti Umbilicus Italiae, l’Ombelico d’Italia. Una lapide in marmo traduce in tutte le lingue la notizia.
Chiesa San Rufo, Piazza San Rufo, fu consacrata nel 1760.La facciata è del XIX secolo, da notare sul fianco nord della chiesa la presenza di un secondo ingresso ora murato.
Teatro Flavio, Via Garibaldi, 265-267. Per informazioni sulla programmazione del Teatro Flavio telefonare a 0746.287318. Per visite guidate all’interno contattare una delle guide turistiche o l’ufficio comunale: 0746 2781.
Angelo Maria Ricci “Orologio di Flora”, 1827

Arrivati alla fine del Lungovelino Bellagamba vi troverete ad affacciarvi in Piazza Cavour (8): una donna avvolta nel tricolore rappresenta l’Italia, e tiene in mano, con le braccia tese, una moneta gigante: si tratta di un tributo alla moneta italiana: la Lira, come saprete, in corso fino al 2001. Realizzata dalla fusione di 2 milionieduecentomila monete da 200 Lire, la statua  è stata inaugurata nel 2003 alla presenza di Sofia Loren.

Sul ponte si trova il punto di ritrovo per le visite guidate alla Rieti Sotterranea, mentre scendendo le scalette sulla Piazza Cavour a pochi metri sulla sinistra trovate l’InfoTurista che saprà darvi informazioni sulle visite guidate e sulla città. Siete nella posizione in cui è stata scattata la foto dal Ponte di Via Roma e state guardando le anatre e le oche che vivono qui. C’è sempre tanta gente in questa parte della città, fermatevi sul ponte, guardate da entrambi i lati. Guardate verso la strada che avete lasciato e amate quel paesaggio che sembra un dipinto: il fiume, il campanile di San Francesco e sullo sfondo una montagna quieta, probabilmente con la cima innevata: è il Monte Terminillo .

Salite per via Roma (punto 9 sulla mappa) e mentre ammirate i palazzi (nota11), e vi fermate a fare shopping, ricordate che state salendo verso l’originario, l’antico luogo, dove gli antenati decisero di stanziare. Secoli di storia, migliaia di anime vi fanno compagnia ora: le Sabine rapite, i loro mariti, i Papi e i prelati, i nobili e il loro Principe, e più avanti nella storia, i fascisti e gli uomini della Resistenza: molti hanno abitato ed amato questi luoghi. Di alcuni troviamo le vite nei libri di storia, di altri non conosciamo neanche i nomi, ma sono qui, ora insieme a voi, in cammino verso il Centro d’Italia.

Alla fine della salita si trovano le piazze principali della città, Piazza Vittorio Emanuele II (10) e Piazza Cesare Battisti (11), che avendo subìto numerosi rifacimenti (l’ultimo è del 2015) sono oggi una dentro l’altra.

Sulla prima piazza si affacciano il Palazzo Comunale, all’interno del quale è allestito il Museo Civico (nota 12 per orari), dove potrete vedere la Ebe di Antonio Canova , il Palazzo dei primi del novecento Quattro Stagioni, nel quale si trova anche l’Albergo, il Palazzo Dosi. La Fontana dei Delfini del 1600, mostra le sofferenze dei numerosi spostamenti subìti e forse teme i cambi di amministrazione augurandosi di aver trovato finalmente fissa dimora.

I due Bar rivali  (Gengarelli e Quattro Stagioni) da molti anni accolgono le anime della città. Tradizione contro innovazione, conservatori contro rivoluzionari si mischiano in questi due luoghi e giocano a far politica. Tutti si conoscono in questa piazza e la vostra presenza non passerà inosservata. E’ la vera agorà greca: qui si stringono alleanze, si osservano i rivali, si fanno i pettegolezzi di provincia. Qui vive la città con le contraddizioni e le debolezze dei suoi abitanti, oggi come nella preistoria, qui si decide del futuro. Ma fate attenzione, niente di quello che vedrete non è stato deciso e programmato: gli accordi segreti, le relazioni clandestine, qui non si vedono: qui vedrete solo ciò che i reatini vogliono che si veda.

Nella seconda piazza (11) trovate la Cattedrale di Santa Maria dagli esterni romanici e dagli interni barocchi , il Palazzo del Governo (nota13), il Parchetto dei Giardini Vincentini dal quale potrete godere della vista di una loggia attribuita al Vignola (1596). Sedetevi in una delle panchine e regalatevi un momento di silenzio.

Dopo un buon caffè, o due se siete superstiziosi e non volete offendere uno dei bar rivali, dovete senza dubbio immortalarvi con un selfie al Centro d’Italia (punto 12 sulla mappa): piazza San Rufo Centro d’Italia (nota 14). Di recente una cittadina vicina ha tentato di scippare il titolo ai reatini che si sono sentiti feriti nell’orgoglio ed oggi ribadiscono convinti di essere loro i titolari della centralità. Probabilmente da quando Varrone indicò qui il centro d’Italia le cose sono cambiate e se vi mettete con Google a cercare un centro geografico magari lo trovate a Tor Pignattara a Roma.

Mentre riflettete sul valore di essere centro o meno, con la coda dell’occhio vi potrà sembrare di scorgere il profilo di una donna bellissima. Non vi allarmate: è capitato anche a noi e ci è sembrato che a presidiare il Centro d’Italia fosse la donna più bella del mondo, la viterbese Lina Cavalieri: lei che, al centro del mondo fu messa in vita, al centro d’Italia scelse di trascorrere gli anni più maturi (a Villa Cavalieri).

Una piccola Chiesa (nota 15) sulla piazzetta non desterebbe la vostra attenzione, se non sapeste che al suo interno in stile rococò, si trovano il dipinto Tobiolo e l’Angelo attribuito per molti anni al Caravaggio e poi definitivamente al suo allievo Spadarino (Antonio Galli, 1600), un organo del 1700, due particolari balconcini che ricordano un teatro ed altri fastosi elementi decorativi in legno indorato, che la rendono unica.  Visitatela.

Anche qui per mangiare non avete che l’imbarazzo della scelta: un pranzo raffinato, in stile provenzale al Bistrot, uno spuntino al Panificio Sorgi (anche questo indicato sulla mappa con una stellina) o un pranzo rustico al Carro. A pochi passi da Piazza S.Rufo trovate altri ristoranti: tutti gli indirizzi, i recapiti ed i giorni di chiusura sono indicati nell’elenco dei Ristoranti, nella Categoria Mangiare.

Tornate su Via Garibaldi e girando a destra visitate il magnifico Teatro Flavio Vespasiano (nota 16).

Girando attorno al Teatro affacciatevi dal Poggiolo: state guardando il parcheggio dove avete lasciato la vostra auto. Scendendo da quella rampa tornerete al punto di partenza.

Un giorno è finito, è calata la sera: dove non è la luce incognito è il piacer, ma, se da domane all’opre, di ritornar ti piace, fermati in uno dei nostri alberghi e continua il viaggio alla scoperta di Rieti (nota 17).

(valentina colarieti tosti, aprile 2015)

Palazzo Vecchiarelli, salone interno, Via Roma 57, Rietii
Palazzo comunale illuminazione

Il Museo civico si trova in Piazza Vittorio Emanuele II in pieno centro cittadino. Gli orari per la domenica ed i festivi nei mesi di luglio ed agosto sono: dalle 10 alle 13 e dalle 16:30 alle 19:30

Teatro F. Vespasiano, soffitto, Rieti
Teatro Flavio Vespasiano, Rieti
Palazzo Vincentini, Rieti
Loggia del Vignola e giardini Vincentini