1893

Il 20 settembre 1893, a tre anni dalla sua prima rappresentazione avvenuta a Roma, la Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, è una delle due opere scelte per l’inaugurazione del Teatro Flavio Vespasiano di Rieti.

Il pubblico, seduto in platea e nei palchi, incantato dall’intermezzo sinfonico dell’opera, non poteva neanche lontanamente immaginare che un giorno sarebbe stato possibile ascoltare quella melodia digitando su youtube “intermezzo cavalleria rusticana” o che, quelle note, suonate  da ottavini, flauti, clarinetti e fagotti, nel futuro, avrebbero fatto da sottofondo a film di grande successo come il Padrino atto terzo o Toro Scatenato.

Per undici anni l’attività teatrale a Rieti era stata interrotta, per via della legge che impediva l’utilizzo dei teatri in legno. Il divieto aveva determinato la chiusura del Teatro dei Condomini frequentatissimo dalla popolazione da più di cento anni. I diecimila abitanti che nel 1800 contava Rieti, contadini ed artigiani, partecipavano con entusiasmo agli spettacoli di lirica come alla corsa dei cavalli barberi.

La costruzione del nuovo teatro tra rinvii, ricerca di fondi, progetti, fu lenta, ma il risultato ancora oggi ci lascia a bocca aperta. E’ opera dell’architetto che realizzò anche il teatro Costanzi di Roma (futuro teatro dell’Opera) Achille Sfondrini.

Il pubblico di quella sera ebbe il privilegio di assistere anche al Faust di Gounod e quando all’inizio della rappresentazione, il dottor Faust tenta per due volte di suicidarsi con il veleno, ma smette ogni volta che ode il canto di un coro, quel pubblico avrà pensato che fosse merito della perfetta acustica ad impedire a Faust di uccidersi. Nel 2002 Uto Ughi ha stabilito l’assegnazione del premio nazionale di acustica al Flavio e secondo Bruno Cagli, presidente dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, il Flavio, per l’acustica, è addirittura il migliore al mondo.

Chissà se il Principe Giovanni Potenziani e sua moglie Maria Spada Veralli, si trovavano nel palco reale, la sera dell’inaugurazione; chissà se il figlioletto tredicenne Ludovico, è stato, quella sera, col naso all’insù ad ammirare la bellezza dei dipinti della cupola di Giacomo Casa. I dipinti andranno persi per sempre cinque anni dopo, per un terremoto che lesionerà fortemente tutta la struttura e verranno sostituti nel 1901 dal “Il trionfo di Tito e Flavio a Roma dopo la conquista di Gerusalemme” di Giulio Rolland. Una tempera realizzata dal punto di vista di un ipotetico spettatore che, posto al centro del dipinto, lo scorra con l’occhio eseguendo un giro di 360gradi, anticipando quello che oggi potremmo definire lo storyboard di un video. L’episodio del Trionfo di Tito viene rappresentato come una sequenza, una storia e non come una fotografia che fissa un evento. Il prezzo inizialmente pattuito dal Comune di Rieti con Rolland, di 7.000 Lire, fu portato a 10.000 complessive, a causa della impossibilità per il pittore di utilizzare la vecchia composizione e quindi motivato dal fatto di aver sostenuto un lavoro completamente nuovo (vedi lettera conservata all’Archivio di Stato di Rieti del 4 gennaio 1901); la cifra corrisponde – più o meno- a trentamila euro di oggi.

Il Foyer fu decorato più tardi, nel 1916, dal pittore reatino Antonino Calcagnadoro, con le allegorie della Tragedia, della Commedia, dell’Opera Lirica, del Dramma e della Danza.

(valentina colarieti tosti, giugno 2015)

Teatro Flavio Vespasiano, Rieti
Teatro: Via Garibaldi, 267 – Rieti
Telefono: 0746 218885
Botteghino: Via Garibaldi, 265 – Rieti
Telefono: 0746 271335