Santuario francescano

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.

(CANTICO DELLE CREATURE, 1226)

Consigli

Il territorio intorno a Rieti è noto per essere stato scelto da San Francesco per raccogliersi in preghiera; il contatto con la natura e gli animali tanto amati dal Santo, in questi luoghi è strettissimo anche per quanti vi si recano oggi. Nei quattro santuari, che simbolicamente tracciano una croce sull’area della conca reatina, restano tracce significative del passaggio del Santo.  E’ in queste terre che San Francesco pensò di mettere in scena la natività per la prima volta, dando origine a quello che ogni anno a Natale i cattolici ripropongono  nelle proprie case: il Presepio.

Vi consigliamo di dedicare alla visita dei santuari due giorni, magari durante il fine settimana, fermandovi in uno degli alberghi o nei B&B indicati nella Categoria “Dormire”. Potrete decidere di percorrere a piedi l’itinerario del Cammino di Francesco ed ottenere il passaporto come nel Cammino di Santiago, oppure di visitare tutti e quattro i santuari in una sola giornata. In ogni caso, cerchiamo di darvi tutte le informazioni per programmare il vostro soggiorno nel migliore dei modi.

  • Durata: 1 giorno o due
  • Giorno consigliato: qualsiasi
  • Difficoltà del percorso: facile

I Quattro Santuari Francescani della Valle Santa

Fonte Colombo
Greccio
La Foresta
Poggio Bustone

Mappa e recapiti

Santuario di Greccio
02040 Greccio (RI)
tel +39 0746 750127
greccio@santuarivallesanta.it

Visite:
8.30 – 12.30; 15.30 – 19.00

Visite guidate: chiedere ai Frati

Orari Sante Messe:
Domenica e Festivi (Chiesa grande): 10.30; 12.00; 17.00
Feriali (Grotta del Presepio): 8.00

L’aspetto originario che Greccio aveva al tempo del Poverello di Assisi è assai diverso da quello che vediamo oggi. Numerosi rifacimenti e restauri si sono susseguiti su quella che inizialmente doveva essere una semplice capanna di rami, un riparo in stile francescano utilizzato come romitorio.

Per farvi un’idea della semplice vita che conduceva il Santo, potrete vedere, scavato nella roccia quel che resta del refettorio e del ricovero; solo più tardi, nel XV secolo, i frati costruirono le suggestive celle tutte in legno che formano il “dormitorio di San Bonaventura“, e la piccola chiesa con il coro (anche questa tutta in legno) che vi farà sentire accolti, protetti.

La leggenda più suggestiva che racconta di come San Francesco trovò questo luogo angusto, è sicuramente quella del bambino a cui il poverello di Assisi fece lanciare un tizzone, che volando come una saetta, terminò la sua corsa sulla parete rocciosa di un monticello di proprietà di un feudatario di Greccio, il Velita. Lì venne costruito l’attuale eremo.

A Greccio, San Francesco, nel Natale del 1223 decise di mettere in scena la natività, inventando di fatto quella tradizione tutta italiana che è il Presepio: pare che il Santo, rammaricato di non essere riuscito a visitare Betlemme, volesse ricreare l’episodio della natività con animali e interpreti viventi.

Affacciandovi dalla balconata, godrete di un panorama sulla piana reatina di grande respiro: in basso i Laghi della Riserva e sullo sfondo il monte Terminillo. Il racconto di Tommaso da Celano sui miracoli del Santo riporta diversi episodi legati alla Provincia di Rieti; uno in particolare è ambientato in uno dei due laghi che state guardando ora e che ancora oggi ospitano rari esemplari di uccelli e pesci (vedi nella categoria “Natura”, Laghi Lungo e Ripasottile).

“Mentre un giorno il beato Francesco attraversava, su di una piccola barca, il lago di Rieti diretto verso l’eremo di Greccio, un pescatore gli offrì un uccello fluviale, con cui rallegrarsi davanti al Signore. Il beato padre lo prese con gioia e lo invitò con dolcezza a volare via liberamente. Esso non voleva andarsene e si rannicchiava come in un nido nelle sue mani, il Santo allora, alzati gli occhi al cielo, rimase a lungo in preghiera. Dopo una lunga pausa, come ritornato in sé da un’estasi, comandò dolcemente all’uccello di ritornare senza timore alla libertà di prima. Ricevuto dunque il permesso con la sua benedizione, lietamente, con un battito d’ali l’uccello volò via liberamente”

(Trattato dei miracoli di San Francesco di Tommaso da Celano, 1252)

Il santuario di Greccio è inserito nel Cammino di Francesco, itinerario percorribile a piedi, in bicicletta ed anche in auto.

(valentina colarieti tosti, maggio 2015)

Valle Santa, Rieti